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aromatologia

Proseguendo la possibilità d'integrare il Reiki con altre metodiche naturali, ecco un interessante articolo di Cristian Sinisi sull'aromatologia.

CENNI STORICI DELL’AROMATOLOGIA

Gli archeologi hanno scoperto che già più di cinque mila anni fa, esistevano tecniche di distillazione, infatti è stato ritrovato un distillatore di epoca mesopotamica, databile all’incirca intorno al 3000 a.C.

EGITTO
Anche gli egizi usavano le essenze, soprattutto: Cedro, Cannella, Giglio,Trementina, Aneto, Basilico, Coriandolo per la mummificazione. Alcune tavolette d’argilla documentano anche un’importazione di olii di: Cedro e Cipresso.
Nel 3500 a.C. le sacerdotesse dei templi, bruciavano gomme e resine come l’incenso, per liberare la mente. Il legno di Cedro e la Mirra erano usati con molta efficacia nel processo di imbalsamazione: la moderna ricerca biochimica ha dimostrato che l’olio di cedro contiene un potente fissativo, mentre la mirra è un eccellente antisettico e antibatterico.

CINA
La medicina tradizionale cinese è un antico sistema di cura sopravvissuta fino ad oggi, la fitoterapia si usa assieme all’agopuntura o alla moxa. Le prime testimonianze ci arrivano nel libro di: medicina interna dell’imperatore Giallo, che risale al 2000 a.C. diventato un classico della medicina cinese, elenca oltre 8000 formule per la maggior parte basate su rimedi fitoterapici.

EUROPA
Nell’alto Medioevo, dopo la caduta dell’impero romano, si indica che all’epoca esisteva una forte tradizione popolare, che includeva l’uso delle erbe (a volte taciuto per la paura della caccia alle streghe). Nel XII secolo il concetto di aromaterapia era approdato in Europa, durante le crociate, i cerusici europei, usarono accanto ai medici arabi, da i quali impararono l’uso e l’importanza a livello antibatterico. I cavalieri, al ritorno dalle crociate, importarono erbe e olii, insieme alla conoscenza del processo di distillazione a vapore. Così i profumieri iniziarono a fare ricerche ed esperienze con le piante locali. Nel XV secolo l’invenzione della stampa portò ad una più rapida diffusione e conoscenza delle ricette e dei metodi di lavorazione e si pubblicarono diversi “erbari”, durante la peste del XVII secolo veniva bruciata nelle strade della lavanda, cedro e cipresso, ma tali atti venivano a volte marchiati come strane e antiche superstizioni, però oggi abbiamo le scoperte della scienza che supportano i validi usi antibatterici, disinfettanti, antivirali, e repellenti per gli insetti.

COME AGISCE L’AROMATOLOGIA
Le molecole degli odori si dissolvono nel muco nasale, l’interno del naso è dotato di milioni di recettori, collegati con le fibre nervose che dall’osso etmoide corrono fino alla cavità del cranio, qui, le fibre nervose si uniscono e formano i bulbi olfattivi e i percorsi che portano nel sistema limbico. Il sistema limbico (emozioni), è stata una delle prime parti del cervello a svilupparsi (in senso evolutivo), ed è quello che controlla i nostri ricordi, gli istinti e le funzioni vitali. L’olfatto quindi è un senso che arriva direttamente al cervello, e che gli fa produrre sostanze chimiche che comunicano con il sistema nervoso per rilassarlo o stimolarlo, queste sostanze agiscono sul corpo anche a livello fisico, ed è per questo che possono essere molto utili nel dolore.

INALANDO: una piccola quantità di molecole d’olio essenziale può prendere parte allo scambio gassoso tra gli alveoli polmonari e i capillari, così l’ossigeno in entrata viene scambiato con l’anidride carbonica in uscita e le molecole di olio essenziale entrano nel sistema circolatorio del corpo.

A CONTATTO del corpo, magari con il massaggio, i bagni, le saune o le lozioni, le molecole di olio, hanno la facoltà di poter passare attraverso l’epidermide, fino al derma, lo stato della pelle che conferisce elasticità. Essendo ricco capillari, il derma, permette di veicolare l’olio essenziale nel sistema circolatorio.

METODI DI ESTRAZIONE
Distillare non è altro che separare il sottile dal grossolano e il grossolano dal sottile, è rendere indistruttibile il fragile e il delicato, immateriale il concreto, spirituale il corporeo, è rendere bello il volgare. (Hieronymus Brunschwig)

DISTILLAZIONE A VAPORE E’ il metodo di estrazione più comune, quando la materia vegetale viene riscaldata durante il processo di distillazione, evaporando solo le molecole molto piccole, quelle che costituiscono un vero olio essenziale.

ESTRAZIONE CON BIOSSIDO DI CARBONIO Si usa l’anidride carbonica per disintegrare le molecole della pianta e liberare l’olio. Gli olii prodotti sono puri e stabili, però è un processo molto costoso.

SPREMITURA Metodo usato per gli agrumi, si spreme dalle sacche site nella scorza del frutto, la buccia può essere distillata a vapore dopo la spremitura, ma l’olio ottenuto è di qualità inferiore.

ESTRAZIONE CON SOLVENTI Resinoidi, essenze concrete ed assolute sono molto concentrati e contengono tutte le molecole vegetali in grado di dissolversi nel solvente che però non si può rimuovere del tutto dall’olio.

USO DEGLI OLII ESSENZIALI DURANTE UN TRATTAMENTO REIKI
APPLICAZIONE PURE SU ZONE DEL CORPO, Per avere un ingresso nel corpo sia dalla pelle, sia dall’olfatto;
DIFFUSORE DI AROMI, il metodo più comunemente utilizzato è quello di utilizzare degli appositi diffusori per poter diffondere i profumi nei locali. Si agisce attraverso l’olfatto e si influenza: emotività, creatività, infondendo benessere e relax, si purifica e rinfresca l’ambiente. Per una piacevole atmosfera profumata si riempie una vaschetta d’acqua e si aggiungono 5-10 gocce o una miscela di olii essenziali. Il calore di una candela sottostante permette di scaldare l’acqua e di far così evaporare l’essenza contenuta.
Cuscino, coperta, le proprie mani per rinfrescarsi, rilassarsi o in caso di raffreddore mettete 2 gocce di olio adatto (eucalipto o menta), sul fazzoletto ed annusatelo di tanto in tanto.

CONTROINDICAZIONI GENERALI ALL'AROMATOLOGIA ALCUNI OLI HANNO EFFETTI COLLATERALI, OCCORRE AFFIDARSI AD OPERATORI ESPERTI, NON IMPROVVISARSI UTILIZZATORI SENZA AVER CONOSCENZE APPROFONDITE. Gli oli essenziali sono facilmente infiammabili e perciò vanno custoditi in luoghi sicuri, lontano dalla portata dai bambini. Non vanno avvicinati agli occhi e alle mucose. Per una buona conservazione vanno tenuti lontano da fonti di calore, nelle apposite bottigliette di vetro scuro. Si consiglia l’uso di oli essenziali possibilmente puri e naturali. Non usare gli oli nel trattamento di gravi disturbi fisici o psicologici, rivolgersi al proprio medico curante o ad esperto in aromatologia.

Vuoi approfondire le competenze sugli olii essenziali? qui la seconda parte>>>

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(le immagini sono a puro titolo esemplificativo)
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